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LEUCA: I DINTORNI ED IL SUO HINTERLAND

PONTE CIOLO
Percorrendo la litoranea adriatica per da Leuca porta ad Otranto, dopo circa 4 chilometri, si incontra la localitࠤetta Ciolo. Il nome 蠤ovuto alla presenza di numerosi uccelli caratteristici della zona: i corvi, detti in dialetto locale 鯬e좲> Il Ciolo 蠵n profondo canyon scavato nel corso dei millenni dalle acque meteoritiche; l'alto costone roccioso 蠲icoperto dalla vegetazione sempreverde della macchia mediterranea e da piante autoctone come il fiordaliso del Capo di Leuca e alcune specie di orchidee selvatiche.
Proprio sotto il ponte Ciolo si apre l�ima grotta, una delle tante che caratterizzano la costa. Questa grotta 蠍 stata definita meraviglia degna della penna di un poeta`renderla ancora pi튉 suggestiva 蠵n laghetto che la arricchisce di colori e profumi inediti.
L'incanto dell㱵a tersa ed azzurra, lo spettacolo delle rocce alte e frastagliatissime, con anfratti utili un tempo ai pescatori in sosta, il ponte, la montagna, la lunga e tortuosa scaletta che porta al mare, obbligano a fermasi e contemplare questlo di paradiso.

GAGLIANO DEL CAPO
Dal Ciolo, procedendo verso l'interno, si incontra Gagliano del Capo, una graziosa cittadina dell'epoca precristiana, celebre per aver dato i natali al pittore Vincenzo Ciardo. Caratteristiche del paese, oltre all'ampia piazza, sono le belle costruzioni del centro cittadino e le chiese. Meritano particolare menzione la Chiesa parrocchiale del 1600, ricca di pregevole scultura in pietra leccese, e la Chiesa di San Francesco di Paola, un tempo dei Padri Minimi e oggi officiata dai Frati Trinitari.

SAN DANA
Ad 1chilometro da Gagliano del Capo, in direzione Maglie, si trova San Dana, piccola frazione di Gagliano del Capo dove, in tempi remoti, i monaci Basiliani avevano stabilito la loro dimora in una cripta, che si trova circa 500 metri fuori dall'abitato si trova. La cripta di Sant'Apollonia, scavata nella roccia, 蠡ccessibile tramite una scalinata. La grotta presenta un pilastro centrale, che fa da sostegno, tre lucernai e alcuni affreschi. Un particolare da osservare 蠩l sedile (o trono), sul quale il monaco dormiva vestito e coperto di ruvidi panni, secondo la prescrizione di San Pacomio.

GIULIANO
A pochi chilometri da San Dana si trova Giuliano, piccola frazione di Castrignano del Capo, che merita di essere visitata per suoi monumenti. Oltre al castello cinquecentesco, con il fossato e quattro bastioni, e alla coeva Chiesa Parrocchiale dedicata a San Giovanni Crisostomo, va ricordata la chiesetta di San Pietro, del X secolo, costruita con i massi isodomi provenienti dall'antica citt࠭essapica di Vereto. Notevoli anche la cripta basiliana di Pantocratore e il menhir "Mensi", lo rimasto nella zona del capo di Leuca.
Ma il monumento pi魰ortante 蠬a laura bizantina, forse la pi魰ortante di tutto il Salento: composta da due grotte, essa fa parte della struttura della Cappella dell'Annunciazione, posta a livello stradale.

BARBARANO
Da Giuliano si raggiunge immediatamente a Barbarano, frazione di Morciano di Leuca. In questo piccolo abitato si trova il complesso di Leuca piccola del Belvedere, che costituiva l촩ma tappa dei pellegrini diretti alla Madonna di Leuca.
La Chiesa della Madonna di Leuca del Belvedere 蠵n notevole esempio di architettura rinascimentale, con un portico neoclassico ed un interno arricchito da una splendida decorazione pittorica dei Seicento e del Settecento.
Negli ampi sotterranei, con tre pozzi, i fedeli trovavano ristoro ed ospitalit࠰rima di riprendere il cammino.

PATU'
Lasciata Barbarano, procedendo verso Leuca, si incontra Patu', paese fondato dai profughi scampati alla distruzione della vicina Vereto. Di questa antica citt࠲asa al suolo, un tempo importante centro per il commercio con la Grecia, restano oggi solo tombe e mura.
Da visitare, a Pat젩l castello del XVI secolo, dotato di robusti torrioni, e le Centopietre, una singolare costruzione che si trova nella periferia sud della cittadina e le cui origini sono ancora incerte. Alcuni ritengono le Centopietre un monumento megalitico, altri lo fanno risalire all'etࠍ messapica, altri ancora stimano che sia sorto in et࠭edievale. In ogni caso 蠍 monumento nazionale. Ha forma rettangolare ed 蠣ostruito con cento blocchi monolitici di roccia calcarea, provenienti dalla cittࠍ messapica di Vereto. La copertura 蠍 realizzata con 26 massi monolitici, sorretti nella parte mediana del monumento da altri massi. Si crede che lॲa fosse un mausole eretto per dare sepoltura al Generale Geminiano, morto in guerra contro i saraceni nel X secolo.
Di fronte alle Centopietre si trova la Chiesa di San Giovanni, edificata tra il X e l頳ecolo con lastroni provenienti da edifici dell'antica cittࠤi Vereto. Al suo interno sono custodite alcune testimonianze monumentali e calcaree dellca citt஠ L'edificio, nella sua struttura architettonica, rispecchia lo stile romanico-bizantino. Si vuole che esso sia stato eretto in onore del Santo nel giorno in cui i cristiani sconfissero i Saraceni, nel X secolo. Consta di tre navate, divise da pilastri. Entrando, a sinistra, vi 蠵n cippo funerario di origine romana, fatto erigere a memoria di un giovane romano.

CASTRIGNANO DEL CAPO
Ad appena mezzo chilometro da Pat೩ trova l'antico Castrum leucandensis, cittࠍ costruita in difesa di Leuca e che si accrebbe dopo le distruzioni di Leuca stessa e Vereto. Castrignano fece parte della Contea di Alessano, istituita nel XIII secolo. Fu infeudata a varie famiglie nobili: D'Amleto, Pignatelli, De Frisis, Guarini. Oggi 蠵n centro molto attivo, la cui popolazione 蠤edita soprattutto al commercio e all'agricoltura. Degni di rilievo il castello e la chiesa parrocchiale di San Michele, distrutta dal terremoto nel 1739 e riedificata nel 1747.

SALIGNANO
Salignano 謠insieme a Santa Maria di Leuca e Giuliano di Lecce, una delle frazioni del Comune di Castrignano del Capo. Fu, nel Medioevo, un'importante centro culturale, pi䥬la stessa Castrignano. Salignano era un tempo il luogo in cui i leuchesi depositavano i sali. Qui 蠍 d'obbligo una sosta intorno alla torre. Si tratta di una torre costruita nel XVI secolo a difesa del centro e di tutta la costa, ed 蠵na delle torri pi㯬ide della provincia di Lecce.
Costruita in carparo locale, essa ha pianta circolare con muratura leggermente scarpata, che le conferisce una forma troncoconica. Ƞ larga 15 metri ed alta 20, ed 蠤otata di dieci piombatoi e cinque cannoniere. Oggi 蠍 utilizzata per ospitare eventi culturali.

 

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